Associazione Terradiluce

Benessere e consapevolezza nel qui e ora

La potenza piacevole dell’allenamento

su 17 gennaio 2018

In quest’ultimo periodo mi capita spesso di sentire le persone lamentarsi per le difficoltà che incontrano nei loro percorsi di cambiamento e di crescita personale.

“È difficile”, “non riesco”, “non ce la faccio” sono alcuni dei più diffusi virus mentali (insieme ai sempreverdi “non me lo merito” o “non è possibile”) che popolano i nostri pensieri e le nostre riflessioni quotidiane.

Le ragioni di queste convinzioni limitanti sono essenzialmente due:

La prima è legata al nostro giudice interiore – sé normativo trappola, che sussurra al nostro orecchio, in continuazione, ideali e obiettivi rigidi, irraggiungibili e astratti come ad esempio la perfezione, la normalità, lo star sempre bene o la possibilità di non sbagliare mai, per far si che non potendo ovviamente soddisfare questi obiettivi proibitivi, evitiamo anche di occuparci di quelli raggiungibili e rimaniamo “bloccati” nella frustrazione e nelle suggestioni della nostra mente che mente.

La seconda ragione è l’ignoranza e l’arroganza con la quale identifichiamo la nostra mente con ciò di cui siamo consci, tralasciando l’enorme potenza e creatività dell’inconscio che è di fatto la parte della nostra mente che guida davvero la nostra vita.

Conseguenze di queste due trappole sono il concentrarsi sulle mancanze, sulle difficoltà e sui problemi vivendo un esperienza sgradevole che danneggia l’umore, indebolisce l’autostima e la motivazione e alimenta le terribili energie dell’autogiudizio e del vittimismo.

Più ci giudichiamo e proviamo risentimento, più sottoponiamo il nostro potente inconscio a esperienze sgradevoli che possono attivare atteggiamenti e abitudini dannose e alimentare un circolo vizioso molto pericoloso…

Per uscire da questa prigione psico-esistenziale occorre ricordarsi della potenza piacevole dell’allenamento e riflettere con un po’ di calma.

Sia da un punto di vista psicologico che da un punto di vista spirituale, la potenza del nostro inconscio e della forza della nostra anima traspare in modo evidente quando smettiamo di pensare e passiamo all’azione.

I bambini, che per fortuna sono fuori dalla dualità e non pensano, imparano a camminare grazie alla forza dell’allenamento. Tutti noi da bambini abbiamo fatto quest’esperienza, spinti dalla curiosità, dalla voglia di esplorare il mondo, dal desiderio di toccare oggetti colorati…

Un bambino cade mille volte, magari piange perché prova dolore, tuttavia si rialza e riprova, riprova fino a quando si sente abbastanza sicuro da staccarsi dall’appoggio e inevitabilmente impara… La stessa cosa accade crescendo quando si impara ad andare in bicicletta, a sciare o a fare qualsiasi attività.

I moderni videogiochi sono una metafora esemplare di questa legge: sono strutturati a livelli, via via più difficili che inizialmente appaiono insormontabili e poi grazie all’allenamento “magicamente” si superano.

L’inconscio è esperienziale, non prova dubbi né opera valutazioni. Ricerca il piacere e tende ad evitare il dolore. È abitudinario e classifica le esperienze in modo molto grossolano. Se deve scegliere tra due dolori facilmente sceglie quello minore e questa prerogativa veniva sovente utilizzata da Milton Erickson (probabilmente il più grande terapista del ‘900) per aiutare i pazienti a sbloccare i loro problemi.

Essendo abitudinario, l’inconscio non ha una gran voglia di allenarsi a far cose nuove, soprattutto se impegnative o faticose, ma se lo si ingolosisce con qualcosa di piacevole e desiderabile non ha problemi ad aprirsi a nuove possibilità, come quando abbiamo imparato a camminare perché desideravamo toccare quei meravigliosi oggetti colorati.

Essendo esperienziale, il nostro inconscio, si nutre golosamente delle soddisfazioni che viviamo quando ci mettiamo alla prova: migliorare le prestazioni nello sport o in un videogioco, godere quando saliamo sulla bilancia e vediamo un risultato, passare un esame, nutrire la nostra autostima perché abbiamo gestito bene una comunicazione di relazione e naturalmente raggiungere un obiettivo desiderato.

Poiché è limitato all’area dell’esperienza, il nostro inconscio non se ne fa nulla delle valutazioni e delle masturbazioni mentali.

Finché pensiamo “e se poi non riesco…” oppure “come mai non riesco?” , “potrebbe succedere questo o quello…” “chissà se è il momento giusto” o anche “sarà la scelta giusta?” e altre piacevolezze del genere l’unica esperienza che prova il nostro inconscio e che condiziona la nostra personale “legge di attrazione” è la confusione che stiamo provando, la frustrazione, il logorio mentale e l’incertezza.

Il preziosissimo contributo che possiamo dare al nostro potente inconscio, che possiede anche un enorme valore da un punto di vista spirituale è sottoporre alla sua attenzione nuove esperienze, cercando di rendere il più possibile puro e autentico il desiderio del risultato realizzato.

In pratica si tratta di darci “il permesso” di osare, di provare e di sperimentare astenendoci dalle valutazioni, dai giudizi e dai dubbi.

Per carità, siccome la nostra mente duale mente in continuazione, è perfettamente inutile “far finta di niente”. Se la mia mente mi suggerisce che il determinato obiettivo è troppo difficile, che non ce la farò mai, che forse non è il momento di agire eccetera, potrò semplicemente “accogliere” queste resistenze, osservarle passare come le nuvole nel cielo spinte dal vento, senza tuttavia dar loro il potere di fermare la mia azione.

Ricordo con piacere una volta in cui una ragazza alla quale avevo consigliato di andare a correre, mi disse che non ne aveva voglia e io gli risposi che non era assolutamente un problema “non avere voglia”. “Anzi”, le dissi, “ripetiti che non hai voglia mentre indossi la tuta, mandami a quel paese mentalmente mentre calzi le scarpe da ginnastica, esci di casa e inizia a correre sentendo tutta la tua non voglia, corri almeno venti minuti e poi senti come stai, se ancora non hai voglia puoi tornare a casa”. La ragazza si concesse il permesso di provare e di osare e ancora oggi il running è una delle sue risorse più potenti contro il malumore.

Passare all’azione, evitando le suggestioni del sé normativo e le valutazioni è dunque l’unico modo per accumulare delle esperienze e acquisire gli automatismi inconsci necessari per superare i problemi.

Poiché il nostro sé normativo è subdolo e scafato immagino che molti si stiano chiedendo: “ma il mio obiettivo sarà autentico?” oppure “non sarà forse proprio il sé normativo che mi suggerisce questa cosa”. Sappiate che mentre fate queste valutazioni il vostro inconscio fa un bello sbadiglio e si lima le unghiette, perché l’esperienza che gli proponete è ancora una volta di incertezza e confusione che sono condizioni sgradevoli.

Per stabilire l’autenticità di un obiettivo si può provare ad immaginare l’obiettivo raggiunto, a collegarsi sensorialmente con le emozioni che si proverebbero, a entrare il più possibile nei particolari….ma il vero banco di prova sarà comunque l’azione.

Quando si è sufficientemente motivati e folli da mettersi alla prova e si è disposti a non prendere sul serio i risultati e le inevitabili suggestioni e valutazioni che ci proporrà la mente sarà impossibile non ottenere dei progressi. Certamente, come accade per i videogiochi ci vorrà tempo, pazienza e fiducia nel continuare a provare, provare ancora e riprovare, rimanendo disponibili e presenti nel qui e ora, concentrati soprattutto sul desiderio di ciò che vogliamo rimanendo disponibili a “scovare” abitudini, autosabotaggi e convinzioni limitanti costruite nel passato…

È importante ricordarsi che il presente è l’unico tempo reale e tutto quello che ci arriva nel presente è stato costruito – prevalentemente a livello inconscio – nel passato.

Se valuto la mia realtà di “oggi” devo ricordarmi che è conseguenza delle emozioni e dei pensieri che provavo “ieri” e fare la pace con quello che c’è per interrompere il circolo vizioso di esperienze sgradevoli e stimolare il mio inconscio con qualcosa di piacevole e desiderabile e gettare così le basi per un “domani” migliore…

È possibile e naturale che si provi comunque fastidio nel provare una sensazione di frustrazione o di sofferenza per quello si manifesta adesso e in questo caso è miracoloso rimanere semplicemente consapevoli, “presenti” a questo disagio semplicemente osservandolo, riconoscendone la relatività e la temporaneità senza ribellarsi, interpretare, giudicarsi o giudicare…

Questo atto di coraggio e fiducia e questo riconoscere l’inadeguatezza della mente conscia stimolano la creatività dell’inconscio e la magia della vita facendoci tornare molto velocemente motivati e di buon umore.

Qualunque sia il vostro obiettivo o desiderio, ricordatevi che l’inconscio gradisce stimoli brevi, semplici e ripetuti e che ci si può allenare a tutto.

È possibile allenarsi piacevolmente alla pazienza, al buonumore, alla sicurezza, alla semplicità, alla spontaneità e alla gratitudine…

È possibile allenarsi per avere risultati nel lavoro, per migliorare la condizione economica, per risolvere relazioni malate o di dipendenza, per migliorare il proprio benessere…

Se si collabora con l’inconscio e con la magia della vita e si fa attenzione ai piccoli e grandi segnali che ogni giorno ci arrivano è possibile allenarsi a riconoscere la propria vocazione, i propri talenti, gli scopi e le potenzialità evolutive.

Man mano che ci si allena in “qualcosa”, la motivazione cresce e si possono trovare nuovi stimoli e nuovi desideri, proprio come i bambini che non si accontentano mai…

Gli stimoli brevi, semplici e ripetuti possono essere azioni, scritti, esercizi, rituali, mantra, preghiere e qualsiasi cosa la vostra creatività vi suggerisca, purché sia qualcosa di pratico che coinvolge i sensi… Certamente vi potrete fare aiutare da qualcuno, un terapista, un coach, una guida cercando tuttavia di farvi accompagnare più nell’aspetto pratico che teorico perché il sé normativo potrebbe fare capolino e suggerirvi che prima di agire dovete trovare la strada, la persona o la tecnica “giusta”, fregandovi di nuovo con l’incertezza…

Non abbiate paura di sbagliare. Gli errori sono semplicemente delle esperienze. Gli errori sono risultati e l’unico modo per non sbagliare è non agire, evitare di mettersi alla prova.

Allenatevi fiduciosamente.

Saranno la forza della vostra intenzione, la magia della vita, le intuizioni degli Angeli (se ci credete) e la saggezza del vostro inconscio a guidarvi dolcemente verso il risultato e gli eventuali e inevitabili sbagli saranno preziosi e funzionali proprio come i capitomboli del bambino quando dolcemente impara a camminare…

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